DUFRESNE - Ottobre 2006

Abbiamo intervistato Dominik, voce dei Dufresne, ottima band veneta che si sta dando un gran da fare per emergere dalla moltitudine di bands "alternative rock" italiane.. E ci stanno riuscendo alla grande! Dopo varie date in giro per l'europa e più di 20 concerti con i Linea 77, la band sarà l'unica a rappresentare il Bel Paese nella data italiana del Taste Of Chaos Tour.



dufresne - Atlantic - V2 Records - www.italyrocklive.it

- Iniziamo presentando il gruppo agli utenti di Italy Rock Live che non vi conoscono... I Dufresne sono un gruppo formato pochi anni fa...
DOMINIK: Siamo di Vicenza, una piccola città del Veneto, ci siamo formati nel Gennaio 2004 anche se quattro di noi suonavano nello stesso gruppo dal 1999, io sono il più giovane e l’ultimo arrivato nella band che al mio ingresso doveva ancora decidere di chiamarsi Dufresne.
Quando abbiamo cominciato avevamo in mente solo di fare la musica che ci piaceva, di divertirci, di condividere con altri, anche molto distanti da noi, una stessa passione e uno stesso spirito.
Messi insieme un numero sufficiente di brani abbiamo cominciato a suonare in giro per l’Italia, accompagnati dall’entusiasmo e dalla voglia di “scappare” dal grigio e produttivo Nord Est.
Abbiamo suonato un po’ dappertutto e ad ogni condizione, dividendo il palco con gruppi come Since By Man, The Bled, Hell Is For Heroes, Boysetsfire, Belvedere, Evergreen Terrace , From Autumn to Ashes, che sono solo alcuni dei gruppi che stimiamo molto!
Nel Luglio 2004 abbiamo registrato dodici brani in Italiano al Red House Recording Studio di Senigallia con David Lenci (One Dimensional Man, Three Second Kiss, Blonde Red Head, Steve Albini).
E quello doveva essere il nostro primo album interamente in Italiano!
L’ anno dopo però abbiamo avuto la possibilità di tornare in studio e lavorare con Darian Rundall , produttore di Pennywise, Yellowcard e Suicidal Tendencies, con il quale abbiamo inciso sei nuovi brani, in Inglese..
Abbiamo fatto anche due tour in Europa, suonando in Svizzera, Germania, Belgio e Olanda, organizzati interamente da noi dei quali andiamo molto fieri.
Nel 2006 siamo finiti sotto la Metatron management e abbiamo firmato per V2 Records .
“ATLANTIC” il nostro primo disco in uscira in italia il 13 OTTOBRE 2006

- Da cosa deriva il vostro nome?
D: Il nome Dufresne è venuto in mente a Davide (batteria) mentre tornava dall’Università in treno, è il cognome del personaggio interpretato da Tim Robbins nel film “Le ali della Libertà” un film che ci piace molto e che ci fa capire come e cosa si può provare a causa di un ingiustizia subita, invita a riflettere!

- Dopo un cd d'esordio recentemente siete passati sotto V2 per far uscire "Atlantic", un full-lenght di 11 pezzi alternati fra italiano e inglese. Alcuni pezzi (ad esempio la prima traccia "Nexiest Luces") comunque fanno parte del vostro repertorio già da molto tempo... Come nasce questo album?
D: Innanzitutto vorrei chiarire che esiste solo un cd dei Dufresne lo dico perché più di qualcuno è convinto che ci sia un disco intitolato “Ad un passo dal declino”. Questo “disco” non è altro che il titolo provvisorio che avevamo dato ai 12 pezzi in Italiano registrati nel Luglio 2004 al Red House Recordings ma non è mai uscito! “Atlantic” è il nostro primo ed unico lavoro. Da quando abbiamo cominciato a suonare come Dufresne abbiamo inciso più o meno una ventina di brani tra Italiano e Inglese, sono passati due anni ormai dalle prime registrazioni (Nexiest Luces, Un Lungo Sacrificio, Baba Yaga… solo per citarne alcuni) ma la possibilità concreta di fare uscirev un full- lenght commercializzato è arrivata solo ora e quindi abbiamo messo il materiale che consideravamo migliore.

- Come mai avete deciso di optare per brani sia in italiano che in inglese e, soprattutto, come mai alcuni pezzi (possiamo utilizzare ancora come esempio "Nexties Luces"...) hanno titolo in una lingua e testo in un'altra?
D: Come gruppo non ci siamo mai posti il problema della lingua più di tanto, nel senso che in entrambi i casi l’importante è il risultato, personalmente cantare in Italiano e in Inglese mi affascina molto perché mi da più possibilità espressive e non credo che una cosa debba per forza escludere l’altra.
Per quanto riguarda i titoli il discorso è un altro, “Nexiest Luces, non esiste come parola nel vocabolario, l’abbiamo inventata io e Ciube (bassista) un pomeriggio mentre registravamo delle idee vocali e come facciamo quando non abbiamo ancora un testo definitivo utilizziamo parole sconnesse concentrandoci sul suono più che sul significato. Il resto è stato una conseguenza, nel ritornello il coro di Ciube dice “Una Nuova Luce” da quì a “Nexiest Luces” il passo è stato breve.

- Cosa cercate di comunicare con le vostre canzoni? Date maggior peso ai testi o alla parte musicale?
D: Non è che ci poniamo un obbiettivo ne tanto meno siamo uno di quei gruppi che pretende di avere la verità assoluta in ogni argomento, parliamo semplicemente di noi e delle nostre esperienze cercando comunque di avere sempre una visione positiva delle cose anche quando tutto sembra andare male. Se dovessi tracciare un filo conduttore direi che il concetto base delle nostre canzoni è quello di “Rialzarsi e Rinascere”. I testi e la musica comunque sono due cose che si completano e credo che meritino la stessa attenzione.

- Se doveste scegliere un solo pezzo per descrivere al meglio la band... per quale optereste?

D: Forse quello che fin ora ci ha portato più fortuna, direi Nexiest Luces o Baba Yaga!

- Quali sono le vostre principali influenze attualmente? E quali bands, invece, vi hanno spinto ad iniziare il progetto-Dufresne?

D: Comincerei dicendo che siamo in 5 con gusti in alcuni casi anche molto distanti tra loro quindi mi riesce difficile tracciare una linea unica di gruppi che ci può avere influenzato. Io e Ciube (bassista) siamo le anime più pop e melodiche del gruppo e ascoltiamo di tutto dai Police ai Beatles, dai Green Day ai Nirvana, Ale (elettronica) invece ascolta molto Jazz ma da ragazzino era un vero e proprio metallaro il suo gruppo preferito sono da sempre i Megadeth. Luca (chitarra) e Davide (batteria) sono più legati all’ Hardcore e al metal di Helmet e Sepultura , non credo di poter citare dei gruppi odierni come vere e proprie influenze perché realmente è quello che ascoltiamo da sempre ad averci formato e ad averci spinto a suonare in una band.

- Ultimamente avete condiviso parecchie volte il palco con i grandi Linea 77... Ho saputo che c'è un forte rapporto di stima ed amicizia fra di voi, è vero? Come sono andati i concerti in loro supporto?
D: Abbiamo fatto più o meno una ventina di concerti di supporto ai Linea77 e sono stati tutti una figata! E ancora ne faremo in virtù anche del ottimo rapporto che si è instaurato fin da subito tra noi gruppi ma anche con tutto lo staff tecnico. Siamo diventati amici e non smetteremo mai di ringraziarli per i preziosi consigli.

- E invece quale band straniera, con cui avete condiviso la serata, vi ha particolarmente impressionato?

D: Per me i The Bled senza esitazione! Se poi vuoi sapere a livello umano quella con cui abbiamo legato di più sono stati senza dubbio i Since By Man.

- Rimaniamo in tema di live: quale pezzo solitamente trova maggiore risposta nel pubblico? E quale invece vi provoca maggiori difficoltà nell'esecuzione?
D: E’ normale che pezzi come “Nexiest Luces” e “Baba Yaga” trovino maggior risposta nel pubblico perché sono gli unici che fin ora si potevano ascoltare in internet, fino a poco tempo fa li potevi anche scaricare dal nostro sito quindi la gente ha avuto modo di imparare i testi e di conseguenza canta le canzoni quando le suoniamo dal vivo. Per quanto riguarda la difficoltà di esecuzione dipende da molti fattori fisici soprattutto ma anche emotivi comunque pezzi come “Opera” , “Readymade Complaints” o “Fashion Kills Romance” sono senza dubbio molto più impegnativi, almeno per quanto mi riguarda.

- La prima volta che vi ho visto dal vivo è stata circa una anno e mezzo fa a Lucca, vi ricordate quella data? ...Un concerto assieme a band locali che purtroppo non ebbe una gran risposta di pubblico, ma in cui mi avete impressionato per la carica dimostrata sul palco, come se aveste davanti migliaia di persone... Cosa provate sul palco mentre proponete i vostri pezzi?
D: Si ci ricordiamo eccome! Se non sbaglio oltre alle band locali cerano anche i Vanilla Sky.
Ricordo che la cosa che mi ha scioccato di più è stato l’atteggiamento della gente, i gruppi arrivavano tre minuti prima di suonare, suonavano, e poi finito il loro show se ne andavano… Incredibile giuro che era la prima volta che vedevo una cosa del genere. Spero che nessuno si senta offeso da quello che dico ma mi è sembrato alquanto strano. Nonostante tutto noi abbiamo cercato di suonare al meglio e alla fine ci siamo divertiti comunque. Credo che un gruppo debba sempre cercare di dare il meglio di se e se è incazzato per qualcosa o felice deve esternarlo mantenendo comunque la propria linea. Noi non siamo molto “chiacchieroni” io poi ho il fregio del “Meno Simpatico” a detta di Ciube (bassista) ma anche se non facciamo le battute che fanno ridere la gente spero si veda che ci divertiamo, che siamo carichi e che ci piace stare in cima ad un palco!
Quando canto sto bene e mi sento completo.

- Ultima domanda: Siete l'unica band nazionale che parteciperà alla data italiana del Taste Of Chaos Tour...Cosa vi aspettate da quel concerto? Quale/i Band/s siete particolarmente curiosi di conoscere e vedere all'opera?
D: Speriamo di divertirci soprattutto! Le band che suoneranno ci piacciono tutte e siamo curiosi di vederle anche perché per alcune è la prima data Italiana, peccato per l’assenza dei Thursday che apprezziamo moltissimo e che ormai e la terza volta che cancellano le date in Italia. Spero che venga molta gente anche perché il nostro disco “Atlantic” dal 13 di Ottobre sarà nei negozi e cominceremo a venderlo anche noi al banchetto quindi motivo in più per esserci!
Intanto ti ringrazio per lo spazio, e ci vediamo al Taste Of Chaos!

http://www.v2music.com/fileUp/act/imgHome/722.jpg - dufresne

A Cura di: Charlie